Qurinale, la corsa parte dopo il voto. Il Grande gioco da Amato a D’Alema

Sussurrano, poi, alcuni adepti che circolano frenetici in queste ore di compilazione delle liste tra Palazzo Grazioli e via dell’Umiltà, che il vero candidato al Quirinale di Silvio Berlusconi sarebbe Massimo D’Alema. Inutile dire che il presidente del Copasir a quella carica ci aspiri parecchio. La memoria, in questi casi, è d’aiuto per ricordare come il nome di D’Alema circolasse anche per il precedente settennato, quello cioè che si chiude il prossimo 15 maggio, ma qualcosa andò storto. Nel maggio del 2006 Fausto Bertinotti s’impuntò per fare il presidente della Camera (e non il ministro del Lavoro, come avrebbe voluto Prodi) e a quel punto, nel giro di pochi giorni, l’astro dell’uomo che legittimò Berlusconi attraverso la Bicamerale s’eclissò, e cominciò a sorgere quello di Giorgio Napolitano.

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