Zero Privilegi: oggi la discussione al Consiglio Regionale della Toscana

Almeno ventidue milioni di euro, questo è il risparmio complessivo, in cinque anni di legislatura, che la proposta di legge di inizitiva popolare “Zero privilegi”, volta a ridurre gli emolumenti dei consiglieri regionali, promossa dal MoVimento 5 stelle della Toscana, se approvata porterebbe in dote al bilancio della regione. In un momento di fortissima crisi la riduzione di tutta una serie di appannaggi di cui gode la “casta” politica toscana sarebbe un bel messaggio, molto più forte di tanti proclami a cui, spesso, non viene dato seguito.

La proposta di legge, sottoscritta da 8.000 cittadini nell’autunno dello scorso anno, con una raccolta firme che ha visto coinvolte tutte le provincie toscane, a partire dalla prossima settimana, finalmente approda in consiglio regionale.

Soppressione del vitalizio e dell’indennità di fine mandato. Eliminazione delle diarie e dei rimborsi spese forfettari, a favore del rimborso delle spese documentate per lo svolgimento di missioni. Indennità mensile di carica non più commisurata su quella dei deputati, ma in misura fissa di 3.000 euro netti.

Indennità di funzione riconosciuta solo ai presidenti di Giunta e Consiglio ed ai vicepresidenti dell’assemblea legislativa, sono questi i contenuti principali dell’iniziativa.

La proposta di legge vuole cambiare il testo unico delle norme sui consiglieri e sui componenti della giunta regionale.

È prevista, inoltre, una riduzione del 50% dell’ indennità di carica per coloro che svolgono attività di lavoro autonomo, libero professionale, commerciale, o comunque imprenditoriale.

Viene ridotta anche l’indennità di carica di un diciottesimo per ogni giorno di assenza dalle sedute degli organi istituzionali, salvi i casi di congedi per maternità e paternità. La riduzione complessiva prevista dei costi è di circa 4,5 milioni di euro l’anno.

Dal pomeriggio di martedì 11 giugno, parallelamente alla discussione in aula, un delegazione del MoVimento 5 stelle presidierà il Consiglio Regionale per garantire un’informazione corretta e documentata sullo svolgimento dei lavori.

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