In teoria… non abbiamo nulla da temere

Certo che un minuto dopo aver urlato al popolo senese “le casse sono vuote” (ma quelle del Comune) vedere un Palio senza alcuna rinuncia, in perfetto stile (quel che ci va, ci vole) riporta il cittadino ad uno stato normalmente vegetativo, in perfetto stile ultimo quindicennio.

Bruno “Rodolfo” ha parlato in TV del Palio paragonandolo alla “Macchina Perfetta”, ma la perfezione, che come noto non esiste, tiene conto di tutte le situazioni che si sono presentate in passato e che con sapienza (ma anche facilitate dagli enormi contributi di Babbo Monte) sono state elaborate ed organizzate al meglio, purtroppo invece non pare minimamente presa in considerazione l’ultima “tragica” situazione, ovvero l’impoverimento che la città ha cominciato a vivere e conoscere, si doveva immaginare un Palio leggermente ridimensionato? Dove poteva essere mantenuto l’indispensabile ed essere quantomeno rivisto il superfluo, già perché poi come spiegherete al cittadino eventuali tagli ai servizi di prima necessità, che non voglio elencare per non deprimere il lettore e anche nella sincera speranza che sia solo una personale visione catastrofista.

Nella mia razionale consapevolezza potevo immaginare un Palio che facesse utilizzo di minor personale, a mio giudizio il senese avrebbe capito, se gli fosse stata richiesta qualche rinuncia, per fare un esempio alle prove di notte, che ufficialmente nemmeno esistono, o a un minor numero di Vigili Urbani, alla non necessaria performance della carica dei Carabinieri, che in tempi migliori ne è stato fatto a meno sopravvivendo a tale mancanza, senza aver perso lo spirito di cittadino senese doc (forse è stato perso in seguito, ma per altri motivi) io non ho idea del costo di trasporto e di supporto, oltre che di retribuzioni per una tale e ingombrante manifestazione, ma probabilmente è meglio non far immaginare al senese che ci potrebbe essere un problema collettivo, molto meglio che ognuno poi si scontri col proprio problema personale, del quale magari pure si vergogna e lo subisce non facendolo pesare sul sistema pubblico.

In questo modo il “colpevole distratto” cittadino non si sorprenderà della propria contrada che spende cifre inaudite per medicinali, maniscalco, veterinario e non per ultimo, per il fantino, perché la normalità non è stata intaccata, il Palio è lo stesso con tutta la sua sprecona “perfezione” in quanto i sacrifici, non sono per chi amministra, ma per chi è amministrato, come le colpe, nel caso che poi le cose non vadano bene, colpe che il popolo in parte ha (la maggioranza) visto che sceglie da chi farsi amministrare.

Ma non sarà questo il caso, Bruno “Rodolfo” è il nuovo che avanza, come diceva il suo slogan “Siena cambia” e in qualche manifesto era stato aggiunta la parola “davvero” quasi nemmeno lui ci credesse, quindi come detto all’inizio, non abbiamo nulla da temere… in teoria!

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