Il PD(menoelle) gioca con la città come “il gatto con il topo”

Grandi proclami per la “vittoria” del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, di impedire la (s)vendita all’asta della Tenuta di Suvignano confiscata alla mafia dal Giudice Falcone. Lo auspichiamo anche noi del MoVimento Siena 5 Stelle che domenica scorsa eravamo a marciare (senza bandiere, a differenza di altri…) verso Suvignano per la difesa del Bene Comune, affinché non diventi facile preda di scatole cinesi finanziarie senza riferimenti fisici e riconducibili, spesso, a capitali di dubbia provenienza.

Attenzione però a non cantare vittoria troppo presto, perché la parola di un viceministro compagno di partito del Presidente Rossi, con i tempi che corrono, vale quanto il “due a briscola”: basta vedere cosa è accaduto allo stesso segretario del PDmenoelle, Epifani, che da attore protagonista è diventato, in pochi giorni, “comparsa” nella commedia all’italiana per salvare il condannato di Arcore, con il Presidente Napolitano che al grido di “la stabilità prima di tutto” sembra aver distolto lo sguardo dalla nostra Carta Costituzionale.

La pratica “Suvignano” già nel 2011 giaceva sul tavolo del Prefetto Morcone, allora a capo dell’Agenzia per i Beni confiscati alla mafia, ma in quel periodo non se ne preoccupò più di tanto perché forse troppo coinvolto nella campagna elettorale che lo vide sfortunato sfidante sul cavallo del PDmenoelle, contro Luigi De Magistris, per la corsa alla poltrona di Sindaco di Napoli.

Siamo quindi arrivati ad oggi con un PDmenoelle di lotta e di governo, che gioca sulla pelle dei lavoratori e della stessa comunità senese, come il gatto con il topo. Prima ci gioca e poi lo fa sparire, come accaduto ad almeno 17 mld € della Banca senese, spariti con la telefonata dell’avvocato calabrese membro del direttivo provinciale senese del PDmenoelle.

Forse il Presidente Rossi, esordendo su Facebook con l’affermazione “chi sperava in un coinvolgimento diretto del Pd in cambio di soldi ora andrebbe semplicemente ‘sbranato’ come disse Bersani” , dimentica che proprio nel regolamento del PDmenoelle si prevede espressamente, per ogni “nominato”, un contributo del 30% per gli emolumenti conseguenti dalla carica ricoperta: sarà il tempo -o la magistratura- a dirci se c’era un “imbarazzante conflitto di intessi economici” tra PDmenoelle e la Banca Senese.

Siena ed il suo territorio sono stanchi delle ipocrisie dei “compagni” che hanno banchettato, per molti anni, alle spalle della collettività. La ferita provocata dalla vicenda MPS – Antonveneta è ancora profondamente aperta e sanguinante e proprio non sentiamo il bisogno delle demagogiche comparsate dei rappresentanti di quel partito che, insieme ai “berluscones”, sta stravolgendo la Carta Costituzionale nel silenzio dei media.

MoVimento Siena 5 Stelle

Comments