Le risposte non date dalla Presidente Mansi

La grave situazione attuale in cui si trova ancora la nostra città avrebbe fatto sperare che l’incontro con la Presidente Mansi fosse stato più indirizzato a dare risposte che a fare la solita “comparsata”, per quanto cordiale.

Arrivata insieme al nostro bi-Sindaco Valentini (attualmente è ancora il sindaco elettivo di due comuni, per quanto da uno sia decaduto, cosa a nostro avviso politicamente inaccettabile), la sig.ra Mansi si è trincerata dietro un cordiale ma secco “niet” per tutte quelle risposte che, scusandosi, non “avrebbe potuto dare”.

In particolare sarebbe stato interessante conoscere qualche dettaglio in più sul contratto di pegno verso le 12 banche che tengono letteralmente “per le palle” la nostra Fondazione. Sarebbe stato interessante avere anche qualche risposta sulla voce di bilancio relativa ai 12 milioni di € per “consulenze”, troppo accorpata per poter essere sufficientemente chiara. Anche sul costo del personale, 33 unità per un totale annuo di oltre 4 milioni di € (oltre 120.000 € lordi annui pro capite !), ci sarebbe piaciuto ascoltare qualcosa che non fosse già uscito sulla stampa.

Certo, apprezziamo tutti lo sforzo economico che la neo-presidente ha deciso di fare relativamente ai suoi emolumenti e a quelli delle deputazioni ma, a fronte di un debito residuo di 350 milioni di €, questo proprio non ci basta. Apprezziamo anche che sia iniziato l’iter per capire le responsabilità di tale disastro, ma qualcosa nelle sue parole ci ha fatto intuire che la cosa potrebbe andare molto (troppo ?) per le lunghe… che già si mettano le mani avanti verso la prescrizione di eventuali reati ? 

Apprezzabile anche l’intenzione di “scrollarsi di dosso” la Sansedoni Spa e di voler tutelare la prestigiosa Accademia Chigiana, attualmente ancora troppo sotto-utilizzata in confronto alle sue reali potenzialità, ma la città aveva bisogno di ben altro: lo sappiamo ormai tutti che l’enorme fiume di denaro garantito dal “bancomat” Fondazione ha assopito gli appetiti imprenditoriali di Siena ma qui c’è una città da ricostruire e non è stato sufficiente chiaro se il “faro dello statuto”, come recitato dalla stessa Mansi, possa portare risposte concrete ai tanti dubbi dei 55.000 abitanti del Comune con le tasse sulla casa più alte d’Italia.

Scontato tuttavia il salto di qualità in confronto anche al precedente Presidente (d’altra parte il confronto sarebbe risultato antisportivo con qualsiasi normodotato) ma qualche parola di condanna un po’ più forte verso il suo disastroso operato sarebbe stata certamente apprezzata dall’intero consesso come un segno di ritrovata decenza.

Insomma, tanti buoni propositi – a chiacchiere – ma poche risposte concrete: alla luce delle dimissioni del dott. Olivato, della trimestrale fallimentare presentata da ProfumodiViola e dalla “carneficina” richiesta dall’UE, chiediamo nuovamente l’immediato Commissariamento da parte del MEF, della Banca MPS e della Fondazione, ridotte ormai a poltronifici per i pochi amici dell’impunito sistema affaristico-politico che ha distrutto Siena. E che ancora intende divorarne i resti facendosi prestare altri 10 milioni di euro da una banca debitrice di 4,1 miliardi verso gli italiani e che fatica a fornire credito agli imprenditori.

MoVimento Siena 5 Stelle

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