COMUNICATO STAMPA – Sui Rifiuti, l’Antitrust da ragione a noi !

L’Antitrust entra a gamba tesa sul sistema dei rifiuti nazionale, compreso quello della Regione Toscana, attraverso una indagine iniziata nel 2014 che ha rilevato, come si apprende dal testo pubblicato in rete (http://www.agcm.it/stampa/comunicati/8074-ic49-indagine-conoscitiva-sul-mercato-dei-rifiuti-urbani-meno-discariche-pi%C3%B9-raccolta-differenziata.html):

rilevanti disomogeneità sul territorio nazionale con riguardo alla dimensione degli Ambiti Territoriali Ottimali (di seguito, “ATO”), non sempre definiti in base a criteri di efficienza delle gestioni; un significativo ricorso all’affidamento diretto anche in assenza dei requisiti in–house; una durata degli affidamenti spesso superiore a quella che appariva necessaria per recuperare gli investimenti, con l’effetto di un consolidamento delle posizione di mercato dei gestori incumbent e uno scarso dinamismo dell’offerta; la frequente presenza nei bandi per l’affidamento del servizio tramite procedure di selezione competitive, di clausole che, circoscrivendo eccessivamente gli impianti di conferimento dei rifiuti in base alla loro localizzazione geografica, apparivano – a seguito di una declinazione non necessariamente proporzionale del principio di prossimità – limitative della partecipazione a dette procedure.”

Inoltre, sulla base di numerose segnalazioni pervenute all’Autorità, si registrava una generale propensione da parte degli Enti Locali ad ampliare il perimetro della privativa mediante un eccessivo ricorso all’istituto dell’assimilazione, con conseguente limitazione delle dinamiche concorrenziali nell’offerta di servizi di gestione dei rifiuti speciali, nonché un utilizzo dello strumento della “gestione integrata” dei rifiuti che spesso determina improprie estensioni della privativa, eliminando la possibilità di uno sviluppo della concorrenza nel mercato nelle fasi della filiera in cui essa può esplicarsi.

Parole forti ma per niente soprendenti, che dimostrano come anche l’Antitrust abbia rilevato tutte le storture che avevamo evidenziato nelle nostre due mozioni relative al contratto che il Comune di Siena, discusse nel penultimo consiglio comunale di Siena e clamorosamente bocciate dalla maggioranza. Vale la pena sottolineare ancora una volta le affermazioni del Sindaco di Siena sulla questione, soprattutto quando afferma soddisfatto che “…siamo davanti a una gara pubblica che per vent’anni ha affidato un servizio attraverso una procedura trasparente…”.

20 anni ! L’ATO Toscana Sud ha “blindato” il servizio di raccolta dei rifuti urbani, un business che solo per il Comune di Siena vale oltre 14 milioni di € ogni anno, per VENTI ANNI, alla faccia della concorrenza e del “dinamismo dell’offerta” !

La realtà dei fatti, come ha sottolineato anche l’Antitrust, è che il servizio di raccolta dei rifiuti per il Comune di Siena e per tutte le altre realtà dell’ATO 6 Toscana Sud è nelle mani di un unico grande gestore privato che sfrutta impianti “municipalizzati” (come l’inceneritore di Poggibonsi, proprietà di SienaAmbiente), controllato in maniera piuttosto opaca dall’ATO stessa (basta guardare la sezione “Trasparenza” del loro portale -www.atotoscanasud.it- desolatamente bianca), che ogni anno decide quanto deve avere. E l’ATO semplicemente ripartisce la richiesta tra le amministrazioni che ne fanno parte, chiamate semplicemente a diventare esattori per conto indiretto di 6Toscana e direttamente per l’ATO, che ovviamente trattiene per sé una fetta non trascurabile ed è complice dell’aumento costante ed ingiustificato delle tariffe a carico dei cittadini.

Smettiamola pertanto di raccontare ai cittadini barzellette come “la messa in sicurezza del sistema”: il sistema era già sicuro ancora prima di questa operazione, quando oltretutto la quantità di rifiuti era ben superiore all’attuale ma le tariffe più basse. Ed anche sul fronte della percentuale di raccolta differenziata, ferma da anni al 38% per la Provincia di Siena, la tanto declamata “strategia di scala” non ha portato benefici: siamo ancora alla preistorica fase dei cassonetti stradali !

Così mentre i cittadini senesi si trovano davanti ad un aumento ingiustificato delle tariffe, c’è chi allegramente banchetta anche davanti ai ben più autorevoli richiami dell’Antitrust.

Cos’altro deve succedere ?

MoVimento Siena 5 Stelle

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