COMUNICATO STAMPA – Giravolta a 360° della Giustizia sui derivati di Banca MPS

Una incredibile sentenza della Corte di Appello che ribalta completamente la prima sentenza

L’assoluzione con formula piena “perché il fatto non costituisce reato”, deciso dalla Corte di Appello di Firenze nei confronti dei precedentemente condannati in primo grado sullo scandalo dei derivati di Banca MPS, Mussari, Vigni e Baldassari, ci fa sorgere un grosso dubbio sulla normativa vigente e sul funzionamento della macchina giudicante: a fronte di queste incredibili sentenze, quale fiducia potranno avere d’ora in poi i cittadini di una giustizia che compie giravolte a 360° di questo tipo? Oltretutto –e questo è il dato forse peggiore– non riuscendo ancora ad identificare le responsabilità sul disastro accaduto alla Banca MPS, conseguenza di operazioni esiziali e spregiudicate ?

Non possiamo che prendere atto della sentenza della Corte di Appello, nella speranza che almeno il terzo grado di giudizio possa rendere finalmente giustizia ai tanti risparmiatori, identificando e punendo i responsabili. Tuttavia, il problema ci appare veramente enorme e meritevole di risposte, che, a nostro giudizio, potrà dare solo chi è stato, ed è, estraneo, a logiche di potere, di partiti e di lobbies, massoneria compresa, ovvero il Movimento 5 Stelle.

Diciamo chiaramente che la sentenza ci sorprende, e in parte ci amareggia, perché, come detto, non appare credibile che la giustizia non sia in grado di individuare e condannare i responsabili del disastro MPS, quando appaiono evidenti i fatti, le persone, e i vari passaggi che hanno portato a ciò.

A questo punto però siamo curiosi di vedere come potranno non essere addebitate agli Enti di controllo e vigilanza le varie responsabilità; se i signori oggi assolti con formula piena non hanno fatto alcun ostacolo alla vigilanza, viene ad aggravarsi la posizione dei suddetti Enti, in quanto oggi viene smontata la tesi per cui la natura di “derivato” del prodotto finanziario Alexandria fosse stata occultata agli ispettori della Banca d’Italia dai vertici della Banca Senese, tra il 2011 e il 2012.

Ci meraviglierebbe che ora venissero trovate strade misteriose per impedire una chiamata in causa degli Enti di Controllo e Vigilanza, sia da parte della Magistratura che dalla Commissione d’Inchiesta Parlamentare sulle Banche, e che, in qualche modo, ci venisse detto che il disastro MPS non ha responsabili, ma è stata colpa solo della “sfortuna”, o magari del caso o del tempo.

MoVimento Siena 5 Stelle

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