Il manifesto del PD di Monteroni d’Arbia


E’ difficile per noi capire le ragioni di un simile manifesto: il PD di Monteroni d’Arbia decide di far affiggere un documento in cui attacca il neo-eletto sindaco di Parma, Pizzarotti, e dove viene stigmatizzato il comportamento di Beppe Grillo, riprendendo il parallelo con Mussolini del Financial Times.

Insomma, si vuole vedere solo quello che è comodo vedere. La giunta slow di Pizzarotti potrà essere anche scandalosa per alcuni, abituati a spartire le poltrone e gli assessorati secondo convenienza politica (a prescindere dalle competenze). Ma non vogliamo apparire come ingenui: hanno forse dimenticato che il Comune di Parma ha un debito di oltre 800 milioni di € e che per cercare di sistemare il bilancio è necessario  incaricare persone competenti ? Pizzarotti, a differenza di tante altre giunte (alcune anche molto ma molto vicine…), non ha da accontentare né ragionieri con la terza media riformisti dell’ultim’ora. Capiamo benissimo che una selezione fatta per reali competenze rappresenta una straordinaria innovazione, fuori da qualsiasi tradizionale schema partitocratico, ma crediamo che questo sia l’unico modo per risollevare il paese dal baratro in cui questo sistema partitocratico di inciuci e inciucetti lo ha fatto sprofondare. O forse il PD di Monteroni d’Arbia ha appena dimenticato che il limitrofo fratello maggiore, il Comune di Siena, è stato commissariato perché mancavano all’appello diversi milioni di euro, tali da impedire l’approvazione del bilancio consuntivo ?

Capiamo anche che è difficile comprendere come possa un Movimento fatto di semplici cittadini riuscire ad arrivare, secondo stime nazionali, oltre il 20%. Difficile anche capire il ruolo di Grillo: è un segretario ? E’ un leader ? E’ un comico ?

Come più e più volte abbiamo detto e come è noto, Grillo è il detentore del logo “Movimento 5 Stelle”. Per ottenere l’autorizzazione all’uso del suddetto logo è sufficiente rispettare questi requisiti:

  • Non essere iscritti ad alcun partito politico
  • Non aver riportato condanne penali né avere carichi pendenti con la giustizia
  • Non aver fatto più di un mandato politico elettivo (il nostro MoVimento prevede massimo 2 mandati per ogni eletto)
  • Rispettare il non-statuto e i principi espressi dalla Carta di Firenze

Semplice e banale. Ma le forze politiche sembrano ostinate a non capirlo, a cercare di incaponirsi per trovare qualcosa a cui attaccarsi per dimostrare che, in fondo, Grillo e i suoi “adepti” sono un po’ come loro.

Quante energie sprecate che potrebbero essere messe al servizio dei cittadini ! Noi del Movimento Siena 5 Stelle, normali cittadini con un lavoro (e non stipendiati dal Partito con i Rimborsi Elettorali…) e con la sola passione e voglia di battersi per un Paese migliore, non abbiamo certo da temere simili rimbrotti. La nostra attività è trasparente al 100%, dal bilancio alle candidature.

Piano piano, senza le ingenti risorse economiche di cui beneficiano PD, PDL e tutti gli altri partiti (che, ricordiamo, sono tutti soldi pubblici sottratti alla scuola, alla sanità, al welfare…), autofinanziandoci tutte le nostre attività -dal manifesto al volantini-, abbiamo già dimostrato, e dimostreremo ancora, di essere capaci di scontrarsi -politicamente- a testa alta contro tutte le altre forze politiche. Perché la politica è fatta di passione e di idee, non di soldi.

Lo sappiamo che proverete ancora a fermarci. Continuando con la vostra censura sui giornali, con gli sbeffeggi in TV. Ma noi abbiamo la rete, Internet, e siamo già proiettati verso il futuro: voi continuate pure ad aggrapparvi alla carta e al vostro MinCulPop.

Perché la politica nasce dal basso, dalla gente, dai cittadini. Non dalle segreterie politiche. E Tranquillo, a Siena, fece una brutta fine…

Michele Pinassi

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