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Aeroporto di Ampugnano: la storia infinita

Proprio in questi giorni, dopo qualche mese di relativa calma piatta, è tornato in auge l’argomento “Aeroporto di Ampugnano”. Dopo l’assemblea dei soci, che ha visto le dimissioni del Cda ed ha scongiurato l’ipotesi di messa in liquidazione della società, grazie alla modifica dello statuto che abbatte il capitale sociale da 21 a 13 mln di €¹, è il PD di Sovicille a rompere gli indugi con un comunicato stampa dai toni quantomeno bizzarri², in cui il “Pd di Sovicille  ha sempre lavorato per avere ad Ampugnano un aeroporto a basso impatto ambientale, con dimensioni contenute e rispettose del territorio e in grado di dare valore aggiunto a un sistema di trasporti che nel nostro territorio provinciale sconta i limiti di una rete stradale obsoleta e di una rete ferroviaria che avrebbe bisogno di molte innovazioni.”

Non voglio certo ricordare che nel 2007 le prime ipotesi di sviluppo dello scalo aeroportuale di Ampugnano parlavano di 4.000.000 di passeggeri³, successivamente fortemente ridimensionati. E non puntiamo neanche il dito contro la chiusura del bilancio 2011 con una perdita di ben 1,8 milioni di €¹ (una qualsiasi altra società senese avrebbe dichiarato fallimento con un deficit tale).

Vorrei discutere, e confrontarmi, sull’attuale opportunità/necessità di una simile infrastruttura nel nostro territorio. Le compagnie aeree sono in seria difficoltà a causa dei pesanti aumenti del costo del carburante² e molte di esse sono state costrette ad operare pesanti tagli sulle rotte e sul personale (qualcuna ha proprio dichiarato fallimento). E i margini di spesa ridotti per gran parte delle famiglie italiane, alle prese con disoccupazione, aumenti delle tasse e dei prezzi, certo non favoriranno la ripresa di un settore probabilmente sopravvalutato negli ultimi anni.

Certo, nessuno con esattezza può immaginarsi come sarà la mobilità del futuro. Quello che però è inconfutabile è l’impossibilità, per la nostra società e relativo stile di vita, di operare senza un radicale cambiamento di abitudini. Quello che voglio dire è che anche sul tema della mobilità saremo tutti noi costretti a fare i conti con l’aumento costante del costo dei carburanti (si tratta comunque di fonti non rinnovabili) e senza nuove tecnologie più sostenibili (ibrido, elettrico) che possano sopperire a questo deficit, presto le nostre strade ed autostrade saranno ancora più deserte di adesso. Peggio è per l’aviazione, costretta a fare i conti con una concorrenza spietata delle compagnie low-cost e con margini di profitto sempre più risicati. Certo, esisterà sempre l’elité dei magnati che potrà permettersi di volare ovunque a qualsiasi prezzo ma asserire che una tale nicchia di mercato possa offrire opportunità e generare benessere lo trovo improbabile. Anche da un punto di vista etico non trovo corretto che dei soci pubblici mantengano in vita una struttura in perdita per far scorrazzare 4 ricconi in giro per il globo.

In questi anni il CdA, incapace di rendere produttiva la struttura, ha comunque garantito a tutti i suoi componenti ed al pres. Machetti cospicui emolumenti: qual’è il principio meritocratico che ha permesso tutto questo ?

Insomma, è sempre la stessa italica storia: debito pubblico e profitto privato. E accanimento terapeutico non mi è mai piaciuto: forse è giunto il momento di staccare la spina.

Fonti:

¹ http://www.gonews.it/articolo_153022_Aeroporti-il-cda-si-dimette-ma-scongiurata-la-messa-in-liquidazione-della-societ.html
² http://www.sienanews.it/2012/09/24/pd-sovicille-aeroporto-di-ampugnano-fondamentale-per-lo-sviluppo-economico-della-provincia/
³ http://espresso.repubblica.it/dettaglio/l%C2%B4aeroporto-di-siena-prende-il-volo/1673092
¹ http://www.sienafree.it/siena/142-siena/37929-ampugnano-si-al-bilancio-con-una-perdita-di-18-milioni
² http://tg24.sky.it/tg24/economia/2012/07/24/traffico_aereo_dati_voli_rotte.html

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