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“Lettera a un bambino che è nato”, il duro viaggio della fecondazione assistita

Altro che “un supermercato dove si sceglie il colore degli occhi, i capelli o l’altezza” e in cui “donne in carriere fredde e calcolatrici che antepongono alla voglia di maternità quella di diventare manager d’assalto” vanno a scegliere i propri figli. La fecondazione assistita è piuttosto il viaggio nella “terra dell’inferno” che si attraversa quando ci si scopre affetti dalla “malattia del vuoto”: l’infertilità, quell’ “l’assenza che cattura ogni pezzo di te lacera come un lutto e ti fa perdere la proiezione di te nel futuro”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/09/lettera-a-bambino-che-e-nato-duro-viaggio-della-fecondazione-assistita/494418/

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