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MOZIONE per l’adozione di strategie atte ad incentivare la raccolta differenzia, anche con l’introduzione di meccanismi di tariffazione puntuale per la raccolta dei rifiuti solidi urbani

Mozione discussa in data 09/12/2014. Estratto del verbale in calce. Votazione per punti: 3 punti RESPINTI, 1 APPROVATO.

Siena, 20.03.2014

Al Sindaco del Comune di Siena
Al Presidente del Consiglio Comunale
loro sedi

MOZIONE del Consigliere Michele Pinassi, Gruppo “Siena 5 Stelle” avente per oggetto “adozione di strategie atte ad incentivare la raccolta differenzia, anche con l’introduzione di meccanismi di tariffazione puntuale per la raccolta dei rifiuti solidi urbani

PREMESSO CHE

  • Gli orientamenti in materia previsti dalle leggi nazionali e dalle direttive europee privilegiano:

a) la prevenzione e la riduzione alla fonte;

b) il riutilizzo;

c) l’ottimizzazione della raccolta differenziata;

d) il riciclo e il recupero dei materiali inorganici ed organici per produrre materia prima secondaria per l’industria e il compost per l’agricoltura;

  • Lo scorso anno il Parlamento Europeo ha approvato la “Risoluzione sulla revisione del Sesto Programma d’azione in materia di ambiente e la definizione delle priorità per il Settimo Programma” e tra le linee guida del Settimo programma sull’Ambiente è previsto, oltre ad “obiettivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio più ambiziosi”, “un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati” entro il 2020;

  • Lo studio europeo “Screening of waste management performance of EU Member States”, pubblicato il 2 luglio 2012 nell’ambito di un progetto della Commissione europea finalizzato a fornire supporto agli Stati membri per una migliore gestione dei rifiuti, inserisce il nostro Paese al 20° posto, nel gruppo dei meno virtuosi di tutta l’Europa, insieme a Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Italia, Lituania, Lettonia, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia;

  • Secondo il d.lgs 152/2006, e in accordo con il principio contenuto nella direttiva europea 2008/98/CE “chi inquina paga”, il produttore di rifiuti è responsabile della loro gestione e del loro corretto smaltimento.  Il costo deve essere equamente ripartito tra i produttori e i detentori di rifiuti in modo tale da rispecchiare il reale costo per l’ambiente della loro produzione e gestione e deve tenere in considerazione la quantità di inquinamento effettivamente prodotto;

  • Anche la Direttiva 2008/98/CE che sostituisce, abrogandole, la direttiva 2006/12/CE, la direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e la direttiva 75/439/CEE sugli oli usati, al fine di dissociare la crescita dalla produzione di rifiuti, propone un quadro giuridico di disciplina dell’intero ciclo dei rifiuti, ponendo l’accento sulla prevenzione, il riciclaggio e il recupero. La direttiva promuove una politica che si propone di ridurre l’uso delle risorse e l’applicazione della gerarchia dei rifiuti e che dia impulso ad una “società del riciclaggio”, evitando la produzione dei rifiuti ed utilizzando i rifiuti stessi come risorsa. Le priorità nella gestione dei rifiuti sono individuate nella prevenzione, nel riutilizzo e nel riciclaggio dei materiali;

  • lo stesso presidente della Confservizi Cispel Toscana, in un Comunicato Stampa diffuso dal sito della Progetto 6 Toscana, ha dichiarato: “L’Italia era fino a due anni fa all’avanguardia di queste esperienze avendo introdotto nel 1999 la tariffa parametrica al posto della tassa e avendo avviato numerose esperienze di tariffa puntuale abbinata al diffondersi dei sistemi di raccolta porta a porta. In Toscana addirittura oltre due terzi della popolazione era passata a tariffa, con risultati buoni in termini di efficienza ed efficacia, di recupero di elusione, creazione di posti i lavoro. E’ infatti evidente a tutti che pagare i propri rifiuti e non i propri metri quadri è il modo migliore per incentivare la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata, in una logica di responsabilità”;

  • con l’emanazione del c.d. decreto Ronchi (D.Lgs. 22/1997) è stato sancito il passaggio dal sistema della tassa a quello della tariffa. L’art. 49, comma 1, del citato decreto, istitutivo della “tariffa d’igiene ambientale” ha infatti soppresso la Tassa per lo smaltimento dei rifiuti a decorrere dai termini indicati dal D.P.R. 158/1999 (Regolamento recante norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani), entro i quali i comuni avrebbero dovuto provvedere all’integrale copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani attraverso la tariffa. Il comma 1-bis del medesimo art. 49 ha comunque consentito ai Comuni di deliberare, in via sperimentale, l’applicazione della tariffa anche prima dei citati termini. Termini però che, per effetto di successive proroghe legislative, non sono mai diventati operativi;

  • il D.L. n. 201/2011 fissa al 1° gennaio 2013 l’entrata in vigore del nuovo tributo denominato Tributo Comunale Rifiuti e Servizi (Tares). L’aspetto interessante della Tares è il nuovo impulso verso la commisurazione del servizio all’effettiva quantità prodotta di rifiuti. Difatti i Comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o che hanno realizzato sistemi di gestione caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso, possono, con regolamento, prevedere l’applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo del tributo;

  • nel D.L n. 2012/2011, all’art. 14 comma 29, si prescrive che “I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con regolamento, prevedere l’applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo del tributo.”;

PRESO ATTO CHE

  • il Comune di Siena ha approvato recentemente il regolamento per l’applicazione della TARES, dove “la quota fissa dei costi è stata ripartita per il 41% sulle utenze familiari e per il 59% su quelle non domestiche, ed è determinata in relazione al costo del servizio su cui gravano, in particolare gli investimenti negli impianti. La quota variabile è rapportata alle quantità di rifiuti conferiti e alle modalità del servizio fornito ed è imputata per il 42% per le utenze domestiche e per il 58% in quelle non domestiche.”;

  • nel Comune di Siena, facente parte dell’ATO Toscana Sud, la raccolta differenziata nell’anno 2012 è del 45,65%;

  • la percentuale di raccolta differenziata ottenuta da ciascun ATO toscano è la seguente (dati 2012):

    • ATO Toscana Costa 43,78%;

    • ATO Toscana Centro 49,28%;

    • ATO Toscana Sud 38,09 %;

  • dal 1° gennaio 2014 il gestore unico dell’ATO Toscana Sud, comprendente le province di Siena, Arezzo, Grosseto più alcuni comuni del livornese, è SEI Toscana;

  • la tariffa puntuale è la modalità più equa di far pagare ai cittadini il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti: oltre ad una parte fissa, ogni utenza paga in base ai rifiuti indifferenziati realmente prodotti e conferiti all’azienda che si occupa della raccolta;

  • il fatto di poter applicare una tariffazione più equa, facendo in modo che ogni cittadino paghi realmente in proporzione al servizio richiesto ed utilizzato, è assolutamente in linea con la volontà dell’Amministrazione di distinguersi per virtuosità e correttezza;

  • l’applicazione della tariffa puntuale garantisce di norma delle positive variazioni nelle abitudini dei cittadini: la tendenza ad esporre il meno possibile il contenitore (o il sacco) dei rifiuti indifferenziati, per risparmiare il costo di esposizioni dovute soltanto a sacchi e/o bidoni non pieni, può permettere di razionalizzare il percorso dei mezzi di raccolta, consentendo di ottimizzare i costi del servizio di raccolta;

  • nei contesti in cui è stata adottata la tariffazione puntuale (ad es. Trentino Alto Adige) la grande, media e piccola distribuzione hanno cominciato a mettere in commercio prodotti con minor presenza di imballaggi superflui (ad es. latte con vuoto a rendere e prodotti alla spina) per assecondare l’interesse dei propri clienti a produrre meno rifiuti;

  • il cittadino vede premiati i propri sforzi per aumentare la differenziazione dei propri rifiuti e, conseguentemente, di ridurre la produzione di rifiuto indifferenziato: i comportamenti virtuosi hanno un riconoscimento monetario pressoché immediato;

  • anche lo stesso Rapporto Rifiuti Urbani 2013, diffuso dall’ISPRA, dichiara che anche altri fattori, oltre a quelli di carattere economico, possono concorrere ad un calo del dato di produzione dei rifiuti urbani; tra questi si citano, ad esempio “la diffusione di sistemi di raccolta domiciliare e/o di tariffazione puntuale che possono concorrere, tra le altre cose, ad una riduzione di conferimenti impropri”;

  • i sistemi attualmente utilizzati per l’identificazione del contenitore al fine dell’applicazione della tariffa puntuale si dividono in:

a) cartellini dotati di codice a barre;

b) sacco prepagato;

c) sacco pagato in fattura;

d) contenitori riutilizzabili dotati di transponder;

e) sacchi a perdere dotati di transponder;

in particolare questi ultimi due sistemi mirano a rendere possibile in modo automatico la tariffazione puntuale sull’indifferenziato nei sistemi porta a porta, basandosi su piccoli “chip” con transponder;

  • la tecnologia RFID (Radio Frequency IDentification) utilizzata in questi sistemi permette l’identificazione e/o memorizzazione automatica di dati in particolari dispositivi elettronici (detti tag o transponder) grazie alla capacità di questi di rispondere all'”interrogazione” a distanza da parte di appositi apparati fissi o portatili chiamati per semplicità “lettori” a radiofrequenza, comunicando le informazioni in essi contenute;

  • i chip RFID possono essere installati sui contenitori rigidi, ma recentemente sono state avviate anche sperimentazioni con sacchi a perdere per l’indifferenziato, incollandovi TAG di basso costo simili a quelli utilizzati per l’antitaccheggio;

  • l’associazione sacco/utente nel gestionale tariffa avviene al momento della consegna – anche automatizzata – dei rotoli; l’utente espone il sacco a perdere; il sistema di bordo identifica il sacco al momento della raccolta; le letture/conferimenti vengono trasmesse a un server ovvero scaricate dall’hardware di lettura direttamente nel gestionale per il calcolo della parte variabile della tariffa;

  • i maggiori costi -per eventuali nuove assunzioni e l’organizzazione di tale pratica- sono coperti dai ricavi dei conferimenti di materiale negli impianti di riciclaggio (accordo ANCI-CONAI) e dalla mancata spesa per l’incenerimento, non più necessario;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

  • la CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LIGURIA, sentenza 83/2013 del 13.03.2013, ha condannato al risarcimento in solido gli amministratori pro tempore del comune di Recco (GE) per la loro negligenza, nel non perseguire gli obiettivi stabiliti dalla legge, arrecando nocumento alla collettività da loro amministrata;

IMPEGNANO IL SINDACO E LA GIUNTA

  • a valutare, sulla base della sentenza della Corte dei Conti ligure, eventuali responsabilità e conseguente danno economico alla collettività dei precedenti amministratori, dovute al mancato raggiungimento della quota di RD prevista per legge;

  • ad intraprendere ogni iniziativa di propria competenza affinché la società che gestisce il servizio di igiene urbana (ed in particolare il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani) adotti, quantomeno in via sperimentale, la tariffa puntuale nel nostro Comune, entro 6 mesi dalla protocollazione di questa istanza.

  • a promuovere attività nel territorio da parte di privati o del comune stesso, volta alla creazione di un impianto di compostaggio nel quale conferire rifiuti organici, grazie al quale si potranno abbattere se non eliminare i costi di conferimento della frazione organica, oltre a creare opportunità di lavoro per la cittadinanza. Un ulteriore beneficio si ottiene ricollocando il prodotto di tale attività (il compost) presso le aziende agricole utilizzato dalle stesse come fertilizzante;

  • incentivare, ove possibile, il reso degli imballaggi riutilizzabili, ad es. cassette di plastica o legno, grucce per vestiti;

In fede,

Michele Pinassi

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