...perché Siena, la nostra meravigliosa città, merita di essere una città a 5 stelle

Il Movimento 5 Stelle di Siena e gli animalisti anti-Palio

La Casta, dopo il Monte, sta pensando a come sfasciare anche il Palio

L’incidente occorso a Periclea – un incidente banale, a quanto si è letto, che a un cavallo poteva capitare ovunque – ha sollevato una nuova ondata di attacchi al Palio e a Siena e di conseguenti contrattacchi appassionati dei Senesi. In questo marasma ‒ e anche in quelli del passato ‒ nessuno si è domandato perché se muore un cavallo al Palio succede il finimondo (tutti i media ne danno la notizia) mentre non succede niente per i 10.000 o forse 20.000 cavalli ogni anno abbattuti perché incidentati (o perché non abbastanza veloci, ma che differenza c’è ?) negli ippodromi o sugli ostacoli o semplicemente nell’equitazione da diporto. Come nessuno si è domandato perché la Lav abbia fatto un esposto per l’abbattimento di un solo cavallo al Palio, chiedendo che si indagasse se era proprio necessario abbatterlo o se avrebbe potuto continuare a vivere in qualche modo, ma si è guardata bene dall’assicurarci che simili esposti li fa anche per le decine di migliaia, forse centinaia di migliaia annualmente abbattuti nei mattatoi.

ANIMALISMO: UN PARTITO MORALMENTE CORROTTO COME TUTTI GLI ALTRI

Eppure la risposta è banale. Quelli degli animalisti sono ormai dei partiti (il Pae, partito animalista europeo, ha già deciso una marcia su Siena per il Palio d’agosto), strutturati come tutti gli altri partiti italiani: una base di attivisti un po’ ingenui e creduloni e comunque in buona fede, e un vertice che come tutti i vertici politici è fatto di ambiziosi, avidi, cinici e privi di ideali, capaci quanto è più di altri (si pensi a Salvini e al problema della migrazione) di sollecitare gli istinti più bassi al fine di assicurarsi visibilità e carriera, puntando ovviamente, come tutti, al Parlamento e possibilmente anche oltre. E gente così non alzerà mai un polverone per il cavallo ammazzato dalla fatica su una assolata trazzera delle Madonie, ma punta solo al colpo grosso e non c’è colpo più grosso del Palio: questo sì che ti dà visibilità. Gli spettatori di un solo Palio (e la corsa dura un solo minuto) sono migliaia di volte più numerosi di quelli che in un intero anno assistono a tutte le manifestazioni equestri sportive (ippodromi, ostacoli ecc.) italiane. Ecco, di ciò niente abbiamo sentito nelle accalorate polemiche di questi giorni e neanche in quelle del passato.

LE NOSTRE COLPE

Ma non abbiamo sentito neanche il minimo accenno alle nostre colpe in questa faccenda, dove facciamo davvero la parte degli imbecilli. Bisogna essere proprio idioti per millantare ai quattro venti le mirabolanti doti della propria amata e poi meravigliarsi se qualcuno allunga le mani proditoriamente.
Ecco: cacciamo la televisione dal Palio e subito metà della tensione che ci assedia sparisce. Bisogna essere coerenti con la nostra gelosia (del Monte, per non parlare d’altro, non siamo stati abbastanza gelosi e si è visto come è finita). Il Palio e le Contrade sono cosa nostra. Non le abbiamo conservate e circondate di autentico amore ad uso e consumo degli altri e meno che mai dei bottegai, ma solo per noi. Le Contrade e solo loro, inconsapevolmente (ma come poteva essere diversamente per una Festa così bella?) hanno elevato il Palio a una notorietà planetaria. Ma non è stato sempre così. Prima i liberali poi i socialisti nell’800 volevano sopprimerla questa Festa perché, dicevano, eredità vivente medievale e clericale (come si vede i fanatismi irrazionali ci sono in tutte le epoche). Poi è stato il Pci-Pds-Ds-Pd che ha cercato con successo di dominarle. Ma rimane il fatto che il popolo e solo il popolo, anzi, il popolino, ha il merito della sopravvivenza delle Contrade e della loro Festa.

Ma perché allora il Palio va in televisione se al popolo non importa niente che ci vada ? Per giunta quasi gratis ? La risposta è ancora una volta banale: il Palio è una ribalta unica per la passerella degli esponenti della tronfia Casta politica locale fatta per lo più di alieni, che con pari cinismo degli animalisti sfrutta a proprio vantaggio la Festa dei Senesi, infischiandosene, ancora cinicamente, dei rischi concreti che la Città intera correrebbe se un giorno gli animalisti, raggiunto il peso politico adeguato (basta ben meno del 5% di peso elettorale per favorire la vittoria di una parte politica o dell’altra) riuscissero ad ottenere l’abolizione del Palio.

LA CASTA SENESE DA’ UNA MANO ALL’ANIMALISMO TALIBANO

Alle richieste che ancorché sommessamente sono già state avanzate affinché il Palio fosse rifiutato alla televisione, i politici hanno sempre risposto no, con la ragionata e argomentata seguente giustificazione: “non si può”. Ma sono andati oltre: per festeggiare l’abbattimento della cavalla Periclea, tramite il loro gioiellino telematico, il sito “Enjoy Siena”, hanno sparato nel web le immagini peggiori dei cavalli feriti al Palio (il sito è una creatura partorita da Comune e Università: niente spiega meglio le disastrate condizioni in cui sono state ridotte le due istituzioni dalla partitocrazia). Insomma la Casta politica (tutta) è schierata contro la generalità dei Senesi per propri inconfessabili interessi egoistici e generosamente dà una mano ai talibani dell’animalismo. Non è una novità. Basti pensare al sostegno dato ai poteri forti della politica nazionale per la privatizzazione del Monte dei Paschi contro la volontà della stragrande maggioranza della popolazione. Sappiamo come è andata a finire. Potrebbe succedere anche per il Palio.

Dunque la questione è di vitale importanza per la Città: non consentiremo ai padroni della politica di decidere ancora una volta a proprio uso e consumo nel chiuso delle stanze per cose che appartengono alla comunità senese, ma che loro, depositari della verità assoluta, credono di propria personale proprietà (vedi ancora il MPS). Se necessario ricorreremo al referendum, strumento principe della democrazia a cui la Casta locale, ovviamente, non ha mai fatto ricorso, anzi opponendosi nei rari casi in cui l’azione referendaria è stata in passato proposta a Siena. Se non si riesce ancora a mandare a casa questa partitocrazia, ormai agonizzante ma per questo ancora più pericolosa, bisognerà almeno riuscire ad impedirle di farci ancora del male.

Movimento Siena 5 Stelle

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