MOZIONE su “impegno dell’Amministrazione Comunale per la promozione, la diffusione e l’adozione di software open source e di formati standard aperti per i documenti”

Siena, lì 03/02/2016

Al Sindaco del Comune di Siena
Al Presidente del Consiglio Comunale
loro sedi

MOZIONE del consigliere Michele Pinassi, del Gruppo Consiliare “Siena 5 Stelle” avente oggetto: impegno dell’Amministrazione Comunale per la promozione, la diffusione e l’adozione di software open source e di formati standard aperti per i documenti

PREMESSO CHE

  • tra i fenomeni significativi legati allo sviluppo dell’ICT ha assunto ormai particolare rilievo ed importanza quello relativo alla diffusione del software open source (OSS), sotto il quale si intende tutto quel software del quale è liberamente disponibile il codice sorgente;
  • che moltissime realtà professionali in tutto il mondo hanno adottato soluzioni di software open source e che il software libero è ormai una realtà consolidata nell’ICT professionale, come dimostra l’ampia diffusione di prodotti a sorgente aperto come Ubuntu, Android, OpenOffice…;
  • sono ormai numerose le PA italiane che stanno sperimentando l’uso di software open source, come il Comune di Modena, conseguendo risparmi quantificati in circa 1 milione di € all’anno;
  • che D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82, cosiddetto “CAD” (Codice Amministrazione Digitale) “consente che le amministrazioni decidano di acquisire programmi informatici forniti con licenza – a codice chiuso o aperto- oppure di effettuare il riuso di programmi informatici sviluppati per conto e a spese della medesima o di altre amministrazioni, in alternativa allo sviluppo di programmi nuovi”;
  • che il concetto di “riuso del software” nella pubblica amministrazione è anche uno strumento di e-government importante poiché consente di condvidere esperienze e criteri organizzativi, oltre a fornire al cittadino servizi uniformi.
  • il D.L. 85/2005 – art. 68 – impone alle PA di realizzare una valutazione comparativa prima di procedere con l’acquisto di software;
  • che già l’esperienza dell’Università degli Studi di Siena, attraverso il progetto GNUnisi (http://www.gnu.unisi.it) attivato nel febbraio 2009 con l’avvio di un processo di migrazione verso software libero sia per ridurre i costi dovuti alle licenze software che per migliorare la sicurezza all’interno della propria rete telematica, ha dimostrato la bontà dell’operazione;
  • che il Consiglio Comunale, nell’anno 2004, dietro sollecito dell’Associazione “Siena Linux User Group” (http://siena.linux.it), approvò a larga maggioranza una mozione che impegnava l’Amministrazione comunale a:
    • a promuovere l’impiego di formati di dati standard, aperti e documentati, in quanto di estrema importanza e flessibilità per mantenere la piena compatibilità con futuri cambiamenti tecnici ;
    • ad inserire nel programma dei corsi di riqualificazione informatica per i dipendenti comunali anche l’impiego del sistema operativo GNU/Linux e di altri prodotti di software libero (e quindi open source) e ad indirizzare i dipendenti all’impiego di formati di salvataggio/interscambio leggibili da qualsiasi altro programma;
    • ad attivarsi per mettere in atto politiche per diffondere maggiormente il software libero e open source nelle scuole in considerazione del valore didattico e culturale di tale tipo di software, e in generale presso tutti i cittadini;
    • ad organizzare una giornata di studio per i Consiglieri Comunali e i tecnici comunali del settore al fine di approfondire questa tematica.
  • il comma 3 del D.Lgs. 7 marzo 2005, recita “Per formato dei dati di tipo aperto si intende un formato dati reso pubblico e documentato esaustivamente.”;

CONSIDERATO

  • che l’Amministrazione Comunale di Siena utilizza, anche per documenti pubblicati all’Albo Pretorio, il formato “DOC” di proprietà della Microsoft Corp., di cui non sono state rilasciate pubblicamente le specifiche tecniche e che non risulta nell’elenco fornito da DigitPA dei “formati aperti” (http://www.digitpa.gov.it/formati-aperti);
  • l’uso di strumenti informatici proprietari non offre le necessarie e doverose garanzie di sicurezza e di conservazione dei dati che una Amministrazione pubblica dovrebbe adottare per il trattamento dei dati pubblici,riservati e sensibili dei cittadini stessi;
  • in alcune scuole si sono diffusi come strumenti di supporto alla didattica sistemi proprietari, come terminali della Apple o Microsoft Windows, che oltre ad aggravare i costi derivanti dalle licenze, impediscono agli studenti di approfondire e di comprendere il funzionamento degli stessi, penalizzando la qualità stessa della didattica;
  • che, più o meno consapevolmente, molti di noi già utilizzano software libero o a sorgente aperto all’interno dei propri dispositivi informatici, come ad esempio il sistema operativo Android, di cui alcune parti sono parte del progetto GNU;

RILEVATO INOLTRE CHE

  • la condivisione della produzione scientifica, all’interno della quale deve annoverarsi anche il software, è il pilastro sul quale si fonda l’innovazione tecnologica e lo sviluppo;
  • favorire il software libero contribuisce pertanto ad incrementare la cultura tecnologica della società secondo la filosofia del miglioramento continuo (“kaizen”), nella necessaria ottica di sviluppo economico, sociale e culturale soprattutto delle nuove generazioni;
  • l’uso di software proprietario da parte di pubbliche amministrazioni, oltre che oneroso e rischioso sotto il profilo della sicurezza, è immorale e contrario ai principi di buonsenso che dovrebbero animare chiunque è deputato alla gestione del bene pubblico;
  • è stato dimostrato il potere di innovazione e di creazione di nuove imprese nell’uso di software libero, attraverso la libera disseminazione della conoscenza;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

ad adottare, per la diffusione dei documenti in formato elettronico, formati aperti come previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale e ad intraprendere un percorso di sensibilizzazione e migrazione, ove non vi siano giustificati motivi ostativi, dei PC del Comune di Siena verso piattaforme software libere;

a sensibilizzare i cittadini, attraverso le forme che riterrà più opportune, all’uso di prodotti con software aperto e libero;

a richiedere l’introduzione nelle scuole di strumenti e sistemi informatici basati su software libero, per favorirne lo studio ed aumentando la qualità della didattica;

ad adottare, per la valutazione delle proprie necessità informatiche, il principio di priorità verso le piattaforme open source richiesto dalle normative vigenti;

In fede,

Michele Pinassi

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