LETTERA APERTA di un cittadino senese al Presidente Mattarella

In occasione della visita a Siena del Pres. Mattarella per il congresso ANM, un cittadino ricorda gli scandali giudiziari senza risposta della città

Presidente Mattarella,

oggi verrà in visita nella città dove sono nato, dove vivo e che amo: Siena.

Nella Sua visita, Presidente Mattarella, vedrà la parte più bella della mia città. Per Lei hanno tagliato l’erba delle aiuole, ripulito le strade, spostato anche i cassonetti della spazzatura. Al suo seguito, un codazzo di persone per soddisfare quel “cerimoniale” riservato alle più alte cariche istituzionali della nostra Repubblica, che dovrebbero principalmente difendere la Costituzione Repubblicana. Ma la Siena che oggi vedrà, Sig. Presidente, non è quella che ogni giorno, noi cittadini, viviamo.

Presidente Mattarella, Lei oggi sarà qui per inaugurare l’Anno Giudiziario al congresso dell’ANM –Associazione Nazionale Magistrati-. Ecco, questa è una città che sente, forse più di altre in Italia, il bisogno di fare chiarezza e di ottenere giustizia sui tanti scandali che vi sono accaduti.

Una città che negli ultimi 15 anni ha subito scandali di ogni tipo, ad iniziare dal “buco” sui conti della nostra prestigiosa Università, uno scandalo da oltre 200 mln di €, conclusasi con un paio di risibili condanne per reati minori. Da qui, scoperchiato il pentolone di Pandora, l’inchiesta sulla gara per l’Aeroporto di Ampugnano: indagati eccellenti e ipotesi di reato gravissime. Un processo che, tra errori, difetti di notifica, assenze e rinvii, ha concluso il suo primo grado qualche giorno fa con il solito refrain: tutti assolti o prescritti.

Proseguiamo con l’incendio nell’archivio della Curia senese, che ha distrutto centinaia di importanti documenti su lasciti ed eredità, di cui non è mai stato identificato il responsabile, anche se venne rinviato a giudizio (poi scagionato da ogni accusa) l’economo della Curia stessa, monsignor Giuseppe Acampa, per incendio doloso e per calunnia nei confronti dell’archivista, il prof. Franco Nardi. C’è poi stato lo scandalo sulle elezioni del Rettore,  sempre dell’Ateneo senese: 10 indagati per reato di “falsità ideologica di pubblico ufficiale in atti pubblici”. Ma anche per questa inchiesta, nessuna condanna né responsabilità.

C’è poi con lo scandalo dell’Enoteca Italiana, Ente che vive in questo periodo un altro periodo nero, con l’inchiesta “millevini”, che ha visto il figlio del famoso fantino Aceto dover comparire alla sbarra per rispondere di turbativa d’asta in concorso”: anche qui, tutti assolti.

Per arrivare alla madre di tutti gli scandali, la vicenda dell’esiziale acquisizione di Banca Antonveneta da parte di Banca MPS. Una vicenda dai contorni ancora oscuri ma con almeno due certezze: una rovina da circa 50 miliardi di euro e la morte di David Rossi. Morte per la quale ancora oggi non si vogliono individuare i responsabili, surrealmente derubricata a suicidio e basata su indagini –ci sia perdonata la franchezza– troppo frettolose ed approssimative. Indagini che sembrano essere state rivolte più a voler confermare la tesi iniziale -a qualsiasi costo- che identificare eventuali responsabili o mandanti. Inchiesta che ha visto, per continuare la farsa tragicomica della nostra città, indagati dalla Procura la moglie Antonella ed il giornalista Davide Vecchi, per la pubblicazione di alcuni documenti: forse un debole appiglio per indebolire, con arroganza, la loro battaglia per la verità su quanto accaduto?

Mi perdoni, Sig. Presidente, se ho sentito il dovere di ricordarLe cosa si nasconde sotto lo splendido tappeto della nostra Siena, nella speranza che magari possa aiutare a fare chiarezza. Ma deve comprendere che non c’è ferita più grande per il nostro orgoglio di cittadini senesi che veder sbattere la nostra città in prima pagina, vilipesa, ridicolizzata, insultata ed infangata.

Un cittadino senese

IN COPERTINA, LO STRISCIONE DEL MOVIMENTO SIENA 5 STELLE A IMOLA PER ITALIA5STELLE

Potrebbe piacerti anche Altri di autore

Commenti